Cosa vuoi fare da grande?

Cosa vuoi fare da grande?”, domanda che ogni bambino si sente porre arrivati ad un certo punto della sua vita, ovvero appena inizia a capire che da grandi si diventa qualcosa. A partire da questa domanda nascono le prime aspettative, aspettative che prima saranno di coloro che gravitano intorno al bambino e che, in un secondo momento, diventeranno competenza del piccolo uomo in crescita. Motivato dalle reazioni compiaciute degli altri, il piccolo si sentirà sempre più spinto a trasformare i suoi desideri in veri e propri obiettivi, iniziando così un lungo percorso fatto appunto di aspettative, di impegno, di prove, di piccole gratificazioni, di grandi delusioni, di cambiamenti di rotta.liberi-artisti_c

Tutto normale, dirai, è la vita. Ma come influiscono queste aspettative su di noi? Che effetti producono a lungo termine?

Gli obiettivi sono di grande importanza nella vita di ognuno, senza un obiettivo siamo come barche senza remi, e se può essere accettabile per un periodo lasciarsi trasportare dalla corrente, poi bisogna pur prendere in mano la situazione e cercare di puntare ad una meta. Ma quante volte ti è successo di conseguire obiettivi che realmente non volevi conseguire? Quanto sei stato influenzato da fattori esterni quali famiglia, contesto sociale, situazione economica e così via? Tutto ciò per cui ti sei impegnato e per cui hai lottato, era (è) davvero ciò che aveva (ha) importanza per te?

Personalmente non ho mai chiesto a mia figlia (9 anni) cosa volesse fare da grande e penso che non glielo chiederò mai perché credo che questa domanda crei aspettative (facendo ovviamente la dovuta tara). Sarebbe molto bello se ognuno potesse vivere la sua vita liberamente, senza sentirsi poi incoerente o volubile se decide di cambiare idea e quindi direzione. Sono anzi convinta che cambiare idea riguardo a ciò che si desidera fare, denoti creatività ed intelligenza, dimostri la capacità di essere flessibili verso i cambiamenti, capacità di osservare se stessi nell’ambiente in cui si vive, di non lasciarsi sopraffare dalle aspettative altrui e dalle circostanze, che spesso ci sembrano preponderanti ma che in realtà lo sono meno di quanto pensiamo. Oltre alla paura di non essere all’altezza, il timore di deludere chi ci sta vicino è una motivazione forte e limitante. Ci vogliono buone dosi di autostima, di determinazione e di coraggio per cambiare vita, molti lo fanno e dopo stanno benissimo, tornano a sentirsi vivi e si scrollano di dosso la triste sensazione di star sprecando tempo.

imagQuindi, se sei adulto e ti stai ancora chiedendo cosa vorresti fare nella vita, io credo che dovresti apprezzare la tua libertà, probabilmente non hai quel tipo di gabbia mentale che ti costringe ad essere ciò che non ti senti più di essere. Guardarsi dentro e chiedersi “Cos’è importante per te, adesso?” penso che sia un dovere che dovremmo avere nei confronti di noi stessi. Non ieri, non domani, ma adesso, cosa desideri? Averne consapevolezza significa fare un primo importante passo verso un cammino nuovo. Il cambiamento fa parte del gioco della vita. Forse la tua posizione ti sta stretta e il bisogno di mettere in campo le tue potenzialità si fa sentire. Penso che, in questa fase, sarebbe utile e certamente più funzionale riuscire ad assecondare, in un modo o nell’altro, questo bisogno, rifacendo il punto della situazione, tenendo chiaramente conto di tutti i pro, i contro e gli strumenti di cui si dispone.

Se pensi di essere alla fine di un ciclo, se senti la necessità di darci un taglio, ma non hai ancora chiari tanti aspetti di te, non comprendi ancora se e quanto tu possa essere capace di affrontare un cambiamento importante, un percorso di counseling potrebbe aiutarti a chiarire i tuoi orizzonti e a pianificare un nuovo programma di vita.

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