È davvero così grave?

Quanto ti prendi sul serio nella vita? Riesci a sdrammatizzare, a ridere delle tue difficoltà quotidiane, degli impedimenti, delle rogne che si presentano puntuali nei momenti ovviamente inopportuni? L’ironia è una dote che non tutti abbiamo, eppure è proprio vero che qualche volta una risata ci salva la vita. Riuscire a ironizzare nelle situazioni tragiche e semi-drammatiche è un modo per alleggerire il fastidio, un fastidio che spesso ci indispone al punto da rimanere ingabbiati nel malumore, nel disappunto e in una serie di sentimenti negativi e opprimenti che non siamo in grado di gestire e che sono vere e proprie armi chimiche per il nostro corpo.

C’è chi riesce a sfogare le emozioni negative con manifestazioni di rabbia, di collera, di ira e c’è chi invece rimane apparentemente impassibile, ingoiando tutto ciò che non riesce a tirar fuori in qualche modo. È chiaro che entrambe queste reazioni, soprattutto la repressione, producono una serie di effetti collaterali devastanti, a breve, medio e anche a lungo termine.index

È dimostrato e prevedibile che le persone con senso dell’umorismo riescano a sdrammatizzare gli eventi pesanti della vita quotidiana e a vivere meglio. Ma si può imparare l’ironia? Oppure è una dote innata? Non c’è dubbio che una predisposizione caratteriale c’è. Riguardo a ciò che si può fare per diventare più “leggeri” invece, credo che un buon punto di partenza possa essere iniziare ad imparare proprio l’arte di sdrammatizzare.

Quando si è arrabbiati, l’egocentrismo prende il sopravvento. Non si pensa ad altro, in quel momento siamo concentrati su noi stessi, sulle nostre emozioni, sul tentativo di gestire la situazione e concentrati a trovare e mantenere l’auto-controllo. In questo stato, non riusciamo neanche a vedere chi ci sta accanto, abbiamo difficoltà a comprendere gli stati d’animo altrui se siamo concentrati sul nostro, pertanto non riusciamo ad avere una visione ampia del contesto in cui ci troviamo. Inoltre non abbiamo la percezione del tempo e dello spazio, abbiamo la sensazione che il tempo si fermi e che non esistano più altri luoghi sulla terra all’infuori del posto in cui ci troviamo in quel momento.

arte-del-non-lamentarsi-600-x-400Quindi come rimanere lucidi ed imparziali quando sentiamo che l’ira sta per incombere, trovando dunque la capacità di sdrammatizzare? Bisogna attivare emozioni secondarie legate alla dignità e al rispetto per se stessi. Fin quando ci sentiamo vittime degli eventi della vita che riteniamo indipendenti dalla nostra responsabilità, ci sentiremo anche in diritto di pensare che ciò che ci accade sia quanto di peggio poteva capitare, in qualsiasi momento epocale e in ogni luogo. Siamo convinti che nessun altro vive l’inferno che stiamo vivendo noi, che nessuno sia in grado di capire e che gli altri hanno senza dubbio una vita più facile della nostra. Questo atteggiamento mentale, egocentrico ed infantile, non fa che limitare la visione del contesto.

Riconoscere che la nostra sofferenza è comune a quella di molte altre persone, che in tanti hanno già vissuto e vivranno esperienze simili in ogni parte del mondo, aiuta ad allontanare quella fastidiosa sensazione di vittimismo che non porta a nulla. Bisogna far leva sulla propria dignità, facendo mente locale sulle capacità e sulle risorse che abbiamo per far fronte alle difficoltà, dimostrando, prima di tutto a noi stessi e poi agli altri, che siamo perfettamente in grado di gestire le criticità, senza soccombere.

In questo modo il problema verrà ridimensionato e si riuscirà finalmente a trovare la forza per attivarsi verso la risoluzione e il superamento dello stesso.vignette-che-descrivono-i-sentimenti-meglio-di-mille-parole6

Bisogna allontanare il pensiero che siamo sempre e solo noi le vittime di problemi insormontabili, pensando alla sfortuna che ci perseguita, al karma pesante, al malocchio del vicino di casa e all’invidia malevola del collega che catalizza tutte le negatività verso di noi e così via.

I momenti di sconforto, di rabbia, di resa, sono normali, vanno accolti. Il problema nasce quando diventano motivo di malessere frequente, quando questi momenti superano quelli di serenità, di gioia e di spensieratezza. A questo punto bisogna valutare un modo diverso di viverli.

I problemi fanno parte della vita, vanno affrontati con dignità e a testa alta e lo dobbiamo fare per noi ma anche per chi ci vive accanto, abbiamo tutte le risorse per poterlo fare, possiamo anche considerarli dei test per dimostrare a noi stessi qual è il nostro valore. Quindi, quando ci troviamo nel bel mezzo di una situazione che avremmo volentieri voluto evitare, spostiamo lo sguardo sul genere umano e sulla vita in genere, cerchiamo di generalizzare e di allontanarci un attimo dall’ego. Questo ci darà l’input per cambiare prospettiva e sdrammatizzare sarà più facile. E magari verrà fuori la battuta ironica spontanea che risolleverà immediatamente gli animi con bellezza e semplicità.

Se pensi che tutto questo sia una bella teoria, difficile però da mettere in pratica, un percorso di counseling potrebbe farti cambiare idea.

La libertà comincia con l’ironia (Victor Hugo).

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