Figlio mio, perdonami

I rapporti difficili con i genitori diventano conflitti interiori che spesso ci accompagnano anche in età adulta.

Non tutti noi abbiamo avuto la fortuna di nascere nella tipica “famiglia del mulino bianco”. Spesso ci portiamo dietro per lungo tempo, e qualcuno per tutta la vita, le conseguenze del comportamento che i nostri genitori hanno adottato con noi e del rapporto che ne è nato, comportamento che magari non è stato esattamente quello che avremmo desiderato.

Giunti in età adulta, ci rendiamo conto che tutto ciò che ha caratterizzato la nostra relazione con loro, ha contribuito pesantemente a creare lati della nostra personalità che non ci piacciono.sgridare-figlio

I genitori sbagliano, è inevitabile, fa parte del gioco ed è vero che non esista mestiere più difficile. Sono persone, non entità superiori, e ci tocca dunque avere a che fare con tutti i limiti che hanno gli esseri umani: retaggi culturali, difficoltà relazionali (comprese quelle all’interno della stessa coppia genitoriale), problemi economici, incompatibilità caratteriali, lutti, malattie, trasferimenti forzati e così via. Persone che combattono con tutti gli ostacoli, le difficoltà e le problematiche della vita, ognuna con le sue battaglie personali, che spesso vengono affrontate utilizzando schemi mentali parecchio limitanti. È inevitabile che i figli ne rimangano coinvolti.

La domanda da porsi è: c’era intenzionalità? Volevano mettermi in difficoltà, crearmi paure, auto-disistima, rabbia? La risposta sarà sempre “no”. Genitori mentalmente sani desiderano il bene dei propri figli. Bisogna imparare a guardarli con occhi nuovi, con occhi diversi, se davvero ci consideriamo persone adulte. Abbiamo tutto ciò che ci serve per poter finalmente tagliare il cordone ombelicale, possiamo lavorarci, esistono tanti modi per poter fare un lavoro evolutivo verso questa direzione e liberarci una volta per tutte da quella spiacevole sensazione di avere ferite inguaribili. Non esistono ferite inguaribili, in età adulta siamo noi che dobbiamo diventare genitori di noi stessi e sta a noi prenderci cura di quel bambino che ci portiamo dentro, non può farlo nessun altro all’infuori di noi. Abbiamo tutte le risorse che ci servono per poterlo fare, e quando riusciremo a bastare a noi stessi, riusciremo anche a perdonare le debolezze dei nostri tutti-i-figli-e1475501273626genitori e sarà una grande liberazione, finalmente potremo guardarli come normali individui, e non più come persone che ci dovevano qualcosa che non hanno saputo o voluto darci, persone che ci hanno ferito. Se lo hanno fatto, possiamo sempre lasciar andare, voltare lo sguardo in avanti e proseguire lasciando la zavorra del passato alle spalle che altro non fa che arrecare rancore e rabbia, inquinando anche il presente, perché nonostante siamo adulti, spesso, anche nel presente, continuiamo a comportarci con loro con le stesse dinamiche che intercorrevano quando eravamo bambini. Allora, se davvero ci siamo sentiti feriti, inadeguati, poco curati, criticati, ostacolati e così via, e questo ci fa stare male anche oggi, bisogna perdonare e proseguire con una visone nuova. Siamo autonomi e responsabili abbastanza (spesso genitori a nostra volta) per dare senso e significato alle esperienze della vita e andare avanti.figlio_padre_anziano-id23028

Se vi riconoscete nelle righe che avete appena letto, provate ad immaginarvi in un arcipelago nel quale vi muovete passando da un’isola all’altra, traendo insegnamento dall’esperienza vissuta su ciascuna di esse. Abbiate la forza di guardare sempre avanti, lasciando alle spalle il cammino percorso. Le esperienze della vita si aprono e si chiudono, unite dal filo del sé. Coglietene il significato e lasciate il passato dietro di voi. Se continuerete a voltarvi indietro significa che non siete ancora riusciti a dare un significato al vostro vissuto. Fatelo, con atteggiamento maturo, obiettivo e risolutivo. Attribuire alle esperienze del passato speranze, aspettative, rimpianti, significati non reali, non crea le condizioni per dirottare le vostre energie verso nuovi orizzonti, abbandonando i vicoli ciechi. Voltate lo sguardo avanti e proseguite, con animo sereno. Non è facile, è un lavoro impegnativo che richiede volontà di recuperare ciò che c’è di buono da recuperare, utilizzando risorse che avete accantonato. Il counseling può esservi d’aiuto in questo percorso.

Con il perdono si creano le basi nuove per un rapporto diverso e se un rapporto diverso era quello che desideravate, allora non vi rimane che perdonare.

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