Fuga da una relazione scomoda

Ti è mai successo di aver accolto nella tua vita, istintivamente e già dai primissimi contatti, una persona che ritenevi speciale, straordinaria, immensa, meravigliosa, una persona che è entrata dritta nella tua anima prima ancora che tu realizzassi cosa stesse accadendo? Hai avvertito immediatamente un’attrazione magica, magnetica e per di più reciproca. La vita all’improvviso ti è sembrata generosa con te e hai provato una profonda gratitudine per questo dono che non ti aspettavi, arrivato per caso. Ti sei fidato, l’hai accolta fra le braccia e ti sei dato senza riserve, senza alcuna resistenzainsieme
Ad un tratto, dopo qualche tempo (mi riferisco soprattutto a quei rapporti nati sui social network, oggi sempre più frequenti, quelli fatti di centinaia di messaggi, ore e ore di interminabili telefonate e viaggi, tanti viaggi, in auto, in treno e talvolta anche in aereo, quindi rapporti complicati già dalla distanza che qualcuno aborre ma che oggi sono una realtà per molti) nel momento in cui pensavi che nessuno e niente avrebbe mai potuto separarvi, che saresti stato disposto anche a stravolgere la tua vita per lei perché sentivi che forse sarebbe davvero potuta essere l’ultima persona importante della tua vita, quando eri quasi convinto che tutto si sarebbe potuto risolvere in un modo o nell’altro e che, se proprio qualcosa sarebbe andato “storto”, uno avrebbe aiutato l’altra a comprendere e a superare, in nome di quel meraviglioso legame… bam! Una plateale uscita di scena!
baiser.jpgSilenzio assoluto, attese, parole non dette, un dolorosissimo vuoto abissale, una serie interminabile di domande che affollano la mente senza risposte e richieste esplicite di spiegazioni completamente ignorate. Un muro altissimo costruito senza un preavviso.
Sbalzato fuori all’improvviso, mentre l’auto era ancora in corsa, sei finito sulla strada, confuso, disorientato.
Non voglio sottovalutare il fatto che i segnali di una possibile rottura ci sono sempre e vanno colti, non voglio neanche entrare nel merito delle motivazioni che possono spingere una persona a chiudere repentinamente una relazione, di qualsiasi tipo essa sia (ci sono sempre delle motivazioni) e non voglio neppure cercare di spiegare il perché si possa mettere in atto un comportamento piuttosto che un altro, diventerebbe un post interminabile, qui adesso voglio solo fare il punto sul come.
Esistono persone che ti accolgono e quasi ti trascinano nella loro vita con la stessa facilità con cui ti invitano a bere un caffè. Tu entri in punta di piedi ma loro ti mettono subito a tuo agio, ti mostrano cose, oggetti, foto da bambini, ricordi, ti parlano della loro storia, della loro famiglia d’origine, dei loro figli (se ne hanno), felici di condividere con te ogni particolare della loro vita, ogni pensiero profondo e superficiale, ti coinvolgono nel loro mondo portandoti a vedere posti che per loro sono stati/sono importanti e tu ti convinci che anche se esistono difficoltà per stare insieme, anche se si tratta di un rapporto non facile da portare avanti, vale la pena di viverlo e più giorni passano meno hai voglia di proteggerti dall’eventualità di innamorarti, loro ti abbracciano e ti inondano di bellezza e tu per un po’ sei in paradiso, vivi in una condizione di benessere che sembra appartenere ad una realtà parallela.mani unite
Poi, senza un confronto, la fine. “È stato bello, ma faccio un passo indietro” e davanti ad un “Perché non ne parliamo?“, non risposte tipo “Bella domanda…” e/o risposte vaghe, evasive, che rivelano un unico desiderio: sparire. Parentesi chiusa. Fine della corsa, scendere per favore.
Se anche tu nella vita ti sei ritrovato ad avere a che fare con l’incapacità dell’altro/a di parlare, di confrontarsi, di dedicare quel minimo di tempo, cura e attenzione in una fase delicata come la rottura di un rapporto (non importa se lungo o breve, conta quanto intenso e quanto coinvolgente sia stato), se ti sei ritrovato da solo a dover elaborare l’immensa tristezza di un vuoto che ti è sembrato incolmabile e doloroso anche fisicamente, sappi che non è sempre la mancanza di empatia la causa del disinteresse dell’altro in una fase di chiusuranon si tratta sempre di egoismo e menefreghismo, come si potrebbe banalmente pensare, a spingere una persona verso la fuga, scegliendola come unica soluzione possibile, può anche essere l’incapacità di affrontare l’altro/a per un confronto, per il timore di una reazione di disappunto, di giudizio, di critica, anche non esplicita, perché semplicemente mancano la forza, il coraggio di ritrovarsi di fronte a questo tipo di reazioni. Generalmente sono persone che hanno subito in passato figure adulte di riferimento troppo giudicanti, svalutanti e si trascinano ancora le conseguenze, con pesanti effetti sulla loro personalità come insicurezza e auto-disistima.
porta d uscitaQuando la capacità di essere adulti in età adulta manca, quando non ci si sente in grado di affrontare situazioni potenzialmente conflittuali, in una cornice non patologica, il counseling potrebbe essere un valido aiuto per acquisire una maggior responsabilità di sé e delle proprie azioni, responsabilità necessarie, in mancanza delle quali le problematiche relazionali sono in agguato, con un importante disagio per se stessi e un carico di sofferenza e dolore anche per l’altro/a.
La maturità di essere presenti anche nelle situazioni scomode e dolorose fa di te un Uomo, fa di te una Donna. Se intraprendi una relazione, entri nella vita di un’altra persona. Uscirne a testa bassa, senza aver cura di condividere con lei le tue ragioni, legittime o illegittime che siano, significa non aver rispetto per lei e per la sua sensibilità. Nessuno ti trattiene, sei libero di andare dove desideri andare, non è sulle ragioni del distacco che si può discutere, non ci sarà nulla da controbbattere, se hai preso la tua decisione lei non ti potrà certo trattenere, la vita è la tua e decidi tu cosa farne ma abbi cura della sensibilità di chi ti ha amato e magari ti ama ancora. Aiutala a capire e a metabolizzare gli avvenimenti, tu non ti sentirai un vigliacco e per lei sarà più accettabile lasciarti andare. 
Il counseling non cura, ma facilita il cambiamneto di alcuni comportamenti dis-funzionali che influiscono sullo stile di vita.

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