La determinazione e le visualizzazioni positive

Ci sono persone che hanno una grande determinazione, non importa quali carte hanno da giocare, anche se non hanno tutti i requisiti che teoricamente servirebbero per arrivare alla meta, la loro forza volitiva vince su ogni cosa e incedono di gran carriera. Io li chiamo “arcieri”.

L’arciere da piccolo veniva descritto come un bambino che “se si mette in testa una cosa, non si quieta finché non la ottiene”. Ciò che caratterizza gli arcieri non è solo la tenacia, ma anche la capacità di focalizzare una meta ben precisa, ben definita, rimanendo pressoché insensibili ad altre tentazioni. I canti delle sirene di Ulisse su di loro non hanno effetto, hanno deciso quale strada percorrere e la percorrono come dei treni, anche se intravedono allettanti scorciatoie.Obiettivi

Gli arcieri impiegano tutti i loro mezzi per concretizzare i loro progetti di vita e ci riescono. Hanno un locus of control interno, ovvero non attribuiscono la responsabilità dei loro insuccessi a fattori esterni, fanno molto affidamento sulle loro capacità e conoscono perfettamente anche i loro limiti che sanno ben gestire. Tuttavia non sempre sono persone flessibili e davanti ad impedimenti di forza maggiore, non riescono a virare verso nuove mete pianificando un piano B. Questa rigidità li porta in alcuni casi a lottare contro i mulini a vento, impantanandosi rovinosamente.

Quelli che invece sono meno rigidi, hanno il dono della resilienza che gli permette di aprirsi a nuove prospettive riuscendo a trasformare i disastri della vita (lutti, malattie invalidanti, fallimenti lavorativi e così via) in opportunità di cambiamento. Ma come fanno? Sono persone entusiaste, creative, molte di loro giocano con le visualizzazioni positive, creano delle vere e proprie scene nella loro mente dove si vedono nella situazione in cui vorrebbero trovarsi.

Sono i pensieri che creano la personalità, siamo ciò che pensiamo e se il pensiero riguarda una situazione futura, consciamente e anche inconsciamente le nostre azioni saranno orientate verso quella meta. Tutto nasce dal pensiero. Più chiara e definita sarà l’idea di ciò che ci piacerebbe concretizzare e più ci verrà voglia di provare, di osare, di metterci in gioco. Più immagineremo di raggiungere un traguardo e più si rafforzerà la nostra determinazione. 

Tuttavia le visualizzazioni positive non sempre sono così positive.

Lo psicoterapeuta Elvino Miali, ha analizzato alcuni esperimenti con esiti insospettabili:

I ricercatori Lien Pham e Shelley Taylor dell’Università della California hanno fatto un interessantissimo e a mio avviso divertente esperimento con un gruppo di studenti alla vigilia di esami universitari. Al primo gruppo di studenti hanno chiesto di fare quotidianamente delle visualizzazioni in cui immaginavano di superare brillantemente l’esame, mentre al secondo gruppo di non cambiare nulla rispetto ai loro metodi tradizionali. A entrambi i gruppi fu chiesto di prendere nota della quantità di ore studiate. Ebbene coloro che avevano usato le visualizzazioni ottennero voti peggiori rispetto al gruppo di controllo. Incredibile vero? La cosa interessante è che ci si sarebbe aspettato almeno una parità tra i due gruppi; invece visualizzare un successo come se fosse già ottenuto ebbe un notevole effetto collaterale negativo: quale? Il gruppo di studenti che coltivò l’ottimismo attraverso le visualizzazioni subì una riduzione della motivazione verso lo studio. In questo caso infatti l’eccessiva sicurezza ha prodotto un abbassamento della tensione e delle energie infuse nel raggiungere l’obiettivo. Dunque se è questa la causa evidentemente bisogna impostare le visualizzazioni in maniera diversa”.

Sempre sulle visualizzazioni positive, il Dr. Miali aggiunge ancora: Un interessante campo di applicazione è il settore del dimagrimento di cui si occupano non solo i centri benessere, ma anche gli psicologi essendo il comportamento alimentare largamente influenzato da aspetti emotivi. Gabriele Oettingen e colleghi dell’Università della Pennsylvania hanno lavorato con un gruppo di persone obese in un programma di dimagrimento suddividendoli in due sottogruppi e dando disposizioni di visualizzare un Arciere_9359529_sinvito a cena da amici. Ciascun gruppo doveva però avere un diverso grado di ottimismo rispetto al proprio comportamento alimentare: da quello più ottimistico in cui alla visualizzazione si associavano affermazioni del tipo “io sono ok e starò ben alla larga da torte e gelati”, a visioni catastrofiche del tipo: ” consumerò sia la mia razione che gli avanzi degli altri.” Dopo un anno il gruppo con le visualizzazioni più ottimistiche perse complessivamente 12 chili in meno del gruppo di controllo che aveva utilizzato fantasie pessimistiche. Anche questo è incredibile vero? La stessa ricercatrice ha lavorato con alcuni studenti che coltivavano un amore segreto verso un compagno di classe dando loro indicazioni di visualizzare il risultato desiderato ad un sottogruppo e un risultato completamente pessimistico all’altro gruppo. Ebbene, anche in questo caso il primo gruppo ottenne risultati più deludenti del secondo.

La conclusione a cui si può giungere da questi interessanti esperimenti è che visualizzarecenerentola un successo in realtà può essere tanto positivo quanto negativo, dipende da quali accorgimenti si utilizzano. Se fantastichiamo uno scenario ottimistico, dobbiamo fare attenzione a non cadere nell’effetto collaterale di evadere dalla realtà. Questa trappola ci può indurre in una fase di stallo, nell’attesa che il destino, le circostanze, il caso, la fortuna ci vengano incontro. Insomma può venir meno la motivazione per metterci all’opera.

L’impegno concreto è necessario sempre, meglio non affidarsi ai miracoli. Quindi, quando visualizziamo scenari positivi che ci riguardano, bisogna farlo inserendo nel nostro immaginario noi stessi mentre ci adoperiamo per concretizzarli.

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