Quanto, come e cosa sei disposto a cambiare per raggiungere i tuoi obiettivi?

La strada che ci conduce verso l’obiettivo ci cambia. All’arrivo non saremo le stesse persone che eravamo alla partenza. L’obiettivo lavora su di noi e quello che è davvero importante non è cosa vogliamo ottenere ma che persone vogliamo diventare. Questo spiega come il cambiamento non si manifesti solo alla meta, ma dall’inizio, altrimenti non ci sarebbe possibile neanche fare un passo dalla linea di partenza.

Alla base del cambiamento c’è sempre l’istinto di sopravvivenza e la voglia di vivere, di costruire, che si contrappone all’entropia (la misura del disordine, del caos), quella forza universale che spinge verso l’appiattimento (la distruzione) di ogni cosa per far tornare l’assoluta calma che esisteva prima del Big Bang e che ci induce verso l’inerzia. Quindi quando la pigrizia prende il sopravvento e non abbiamo voglia di sentirci in colpa, possiamo prendercela con l’entropia che ci spinge verso il non fare, verso la passività.

farfalla
Quello che il bruco chiama “fine del mondo”, il mondo chiama “farfalla”. (Lao Tsu)

Mi piace sempre prendere esempio dal mondo del Marketing per parlare di concetti che riguardano la vita quotidiana, perché dagli imprenditori, quelli bravi, si possono imparare tantissime cose. Per esempio, cosa fa un saggio imprenditore per fronteggiare una crisi economica o un mutamento epocale che rischia di mandarlo in fallimento? Si diversifica. Punta su nuovi prodotti/servizi, su nuovi target, si re-inventa. Questo è l’unico modo per affrontare e superare l’ostacolo. Cercare di mantenere lo stesso status di prima non è un atteggiamento produttivo. Anche nella vita.

C’è una scena di un film cult che rende bene l’idea dell’importanza della flessibilità nella vita, è una scena del Gattopardo di Luchino Visconti (1963). All’arrivo in Sicilia dei garibaldini, il principe di Salina si trova a dover fare i conti con la crisi del suo mondo, fatto di tradizioni per lui immutabili, e a fronteggiare le sconvolgenti novità sociali e politiche che l’unità d’Italia sta per portare. Lo fa con l’intelligenza e la lungimiranza di chi capisce che bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga come prima”.

Anche il naturale trascorre del tempo e l’avvicinarsi della vecchiaia può essere vissuto come una catastrofe, tutto quello che si è sempre fatto e che si è ritenuto legittimo e normale, comincia ad essere una nota stonata, qualcosa in cui non ci si rispecchia più. Anche in questo caso è inutile continuare ad insistere per mantenere l’identità di sempre, se questa realmente non è più la nostra. Molto più proficuo valutare e adottare nuovi stili di vita, evolvendosi verso qualcosa di nuovo, di inedito. Sembra difficile e lo è, si tratta di un lavoro arduo e impegnativo ma è la vita stessa che ce lo impone, il cambiamento è quanto di più naturale ci possa essere nella vita stessa. E’ vero che la stasi, le abitudini, la routine, la così detta comfort zone, sono molto rassicuranti e ci danno quell’idea di avere dei punti fermi, ma lo scopo della vita non è l’ordine, né la perfezione.

C’è un termine che mi piace molto, un termine inglese, scaffolding, che letteralmente significa impalcatura, ma nel campo dell’educazione si riferisce ad un processo in cui un esperto mette alla prova un allievo nell’ottica dell’acquisizione di nuovi skills. Il termine fu utilizzato per la prima volta dallo psicologo Jerome Bruner nel 1976, in un articolo in cui venivano descritti i metodi di interazione tra un tutor e un bambino, durante il processo di costruzione di una piramide in blocchi di legno. L’aspetto interessante di questo processo è la sollecitazione al problem solving che proviene dal proporre, di volta in volta, prove con un livello di competenza leggermente superiore a quella dell’allievo, proprio per stimolare il perfezionamento e l’ampliamento delle sue doti risolutive, mettendo così alla prova la sua capacità di superare le difficoltà e la sua creatività.

Mettersi nelle condizioni di sottoporre se stessi a regolare e sano scaffolding potrebbe essere un’ottima pratica per imparare a gestire meglio le criticità della vita e per vincere il timore del cambiamento.

Qual è il tuo approccio nei confronti dei cambiamenti? Li affronti con spirito “imprenditoriale” o con ansia e difficoltà? Il Counseling può aiutarti a migliorare la gestione dei cambiamenti della tua vita.

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